La pubblicazione (online con ISBN e peer review) della Collana intitolata “Quaderni della ricerca diritti-cedu.unipg.it” si propone, in primo luogo, di valorizzare i risultati della ricerca interdisciplinare intitolata “L’effettività dei diritti alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo”.
La ricerca è stata avviata grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ottenuto negli anni 2009-2011, durante il periodo della mia direzione dell’allora Dipartimento di Diritto pubblico.
Il primo volume dei Quaderni è l’ Archivio di diritti-cedu.unipg.it (2010-2015) che raccoglie le note di commento e gli articoli fino ad oggi pubblicati all’interno delle diverse sezioni che compongono il sito web della suddetta ricerca.
I “Quaderni della ricerca diritti-cedu.unipg.it” vogliono inoltre offrire uno strumento flessibile e dinamico per diffondere – in tempi decisamente più rapidi rispetto alla tradizionale edizione a stampa – i primi risultati di indagini, approfondimenti tematici, paper di ricerca, atti di convegno, tesi dottorali sui temi collegati alla protezione dei diritti e allo loro trasformazioni nel sistema europeo e negli altri sistemi di protezione internazionale a carattere regionale.
Insieme ai colleghi e ai giovani studiosi che partecipano attivamente a questa esperienza di ricerca e che mi affiancano nella Commissione dipartimentale per i Quaderni della ricerca diritti-cedu.unipg.it programmeremo le uscite delle pubblicazioni e valuteremo in prima battuta l’inserimento di un’opera all’interno della Collana.
La valutazione (peer review) dei lavori sarà poi affidata ad un revisore scelto di volta in volta, in relazione al tema oggetto della ricerca da pubblicare, all’interno di un elenco di nominativi di colleghi e studiosi appartenenti ad altre sedi universitarie.
So di interpretare anche i sentimenti del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, prof. Giovanni Marini, e dei componenti la Commissione dipartimentale nel ringraziare gli illustri professori Giuseppe Casuscelli, Fulvio Cortese, Mariavaleria del Tufo, Antonietta Di Blase, Angela Di Stasi, Alfredo Gaito e Antonio Ruggeri per aver accettato di fare parte del Comitato scientifico della Collana.
Perugia, lì 30 Ottobre 2015
Luisa Cassetti
Download Quaderni
Di seguito troverete le singole sezioni/sottosezioni della ricerca al fine di conoscere in quale Quaderno della Ricerca diritti-cedu.unipg.it è pubblicato l'articolo di vostro interesse:
SEZIONI
ENFORCEMENT DELLE DECISIONI DELLA CORTE DI STRASBURGO (CEDU)
THE ENFORCEMENT OF ECTHR DECISIONS
Negli ultimi anni, le pronunce della Corte europea per i diritti umani (CEDU) hanno assunto un contenuto sanzionatorio più ampio di quello che era stato originariamente conferito loro dall’art. 41 della CEDU. Attenendosi alla lettera della disposizione da ultimo citata, la Corte di Strasburgo non sarebbe legittimata ad ordinare allo Stato autore della violazione il ripristino dello stato di fatto anteriore al compimento dell’illecito né, qualora la restitutio in integrum si rivelasse inattuabile, essa potrebbe accordare alla parte lesa un risarcimento per il danno subìto.La Corte, dunque, può unicamente prevedere a favore della vittima un’«equa soddisfazione», ma solo nel caso in cui l’ordinamento dello Stato autore della violazione non abbia permesso di riparare adeguatamente.
Avendo natura dichiarativa, le sentenze della Corte dovrebbero perciò limitarsi ad accertare se, nel caso sottoposto a giudizio, vi sia stata la violazione di una disposizione convenzionale, non potendo invece rimediare esse stesse alle violazioni constatate attraverso l’annullamento o la modifica delle norme interne oggetto di contestazione, o attraverso l’imposizione alla Stato responsabile di altre misure riparatorie specifiche.
I recenti orientamenti della Corte di Strasburgo sembrano contraddire la tesi da ultimo citata. A differenza del passato, infatti, le sentenze della Corte non si limitano semplicemente ad accertare la compatibilità con la Convenzione europea degli effetti che determinate misure statali producono in capo al ricorrente, ma sono altresì solite andare oltre l’oggetto formale della causa, valutando in astratto le conseguenze che quelle stesse misure sono suscettibili di produrre nei confronti di chiunque venga a trovarsi in una posizione analoga a quella del ricorrente.
In conseguenza di ciò, oltre alla ordinaria efficacia di cosa giudicata in senso sostanziale, discendente dall’art. 46 §1 della Convenzione europea, le sentenze della Corte sembrano dotate di un quid pluris, consistente nel porre a carico dello Stato responsabile di una violazione della Convenzione un obbligo aggiuntivo di adottare provvedimenti a carattere generale destinati a scongiurare il ripetersi di violazioni analoghe a quelle già accertate dalla Corte.
Questo nuovo orientamento giurisprudenziale fornisce lo spunto per riflettere sia sull’estensione della competenza della Corte europea a pronunciarsi sulle conseguenze derivanti dalla violazione della CEDU, sia sugli effetti che le sentenze della medesima possono produrre nell’ordinamento giuridico interno dello Stato responsabile. In particolare, l’obiettivo della ricerca è di verificare, alla luce della giurisprudenza degli organi di Strasburgo e della prassi statale, se l’obbligo di conformarsi alle sentenze della Corte implichi anche l’adozione di misure a portata individuale, come la revisione di processi interni conclusisi con una sentenza passata in giudicato, e di misure a carattere generale, quali abrogazioni legislative, modifiche di norme statali e di prassi amministrative o giudiziarie.
In recent years, the decisions of the European Court of Human Rights have covered a broader range of arguments than those originally envisaged by Article 41 ECHR.
According to the letter of this Article, the Strasbourg Court would not be entitled to order the responsible State to restore the state of affairs that existed before the wrongful act was committed; nor would the Court be entitled to grant the injured party compensation for the damage suffered if restitutio in integrum is not possible. The Court, therefore, can only award “just satisfaction” to the injured party, but only if domestic law does not allow complete reparation to be made.
Given their declarative nature, the judgments of the Court should only establish whether there has been a breach of a treaty provision in the specific case before the Court. On the contrary, said judgments should not be allowed to restore the infringements of the Convention by annulling or amending the censored internal provisions, or by ordering the responsible State to adopt measures of restitution in kind.
The recent orientations of the Strasbourg Court seem to contradict this idea. Indeed, in contrast with the past, the judgments of the Court do not merely assess the compatibility with the ECHR of the effects produced by certain domestic measures to the detriment of the applicant. They go beyond the simple identification of wrong individual decisions, by also evaluating in abstracto the consequences that systemic problems are likely to have on any other person in a similar situation to that of the applicant. As a consequence, in addition to the ordinary res judicata effect stemming from Article 46, par. 1 of the ECHR, the Court's judgments are characterized by a quid pluris.
In other words, they seem to imply an additional obligation on the state that is responsible for a violation of the Convention, by binding the same state to adopt measures of a general nature, in order to prevent the reiteration of violations similar to those found by the Court. This innovative case-law provides an opportunity to reexamine both the extent of the Court’s competence to make pronouncements on the consequences resulting from a breach of the ECHR, and the effects that the same judgments can produce in the domestic legal system of the responsible states. In particular, the purpose of this section is to verify, in the light of Strasbourg case-law and state practice, whether the obligation to comply with the decisions of the Court also requires the adoption of individual measures, such as the revision of a final judgment, and of measures of a general nature, such as the abrogation or modification of a statute, or changes in administrative or judicial practices.
- REPETTO G. - Il Trattato di Lisbona ha attribuito alla CEDU un’efficacia diretta e prevalente nell’ordinamento interno? Consiglio di Stato e TAR Lazio alla ricerca di nuove (e discutibili) soluzioni. ……………………………….……………........................Quaderno n.1/2015
- REPETTO G. - Tra continuità e nuovi scenari: l’efficacia della CEDU alla luce delle sentt. nn. 80 e 113/2011 della Corte costituzionale. …………………. Quaderno n.1/2015
- REPETTO G.- Il nodo delle irretroattività tra Corte costituzionale e Corte europea dei diritti dell’uomo. ……………………………………………………………..Quaderno n.1/2015
DIVIETO DI TORTURA | PROHIBITION OF TORTURE
- CUOMO P., BRONER SQUIRE M. – Onere della prova e rischio di non persuasione nell’applicazione del principio di cui all’art. 3 della CEDU in relazione ai provvedimenti di espulsione di cittadini stranieri…………………………Quaderno n.1/2015
- SARTARELLI S. - Il caso Provenzano e il diritto di (umanamente) morire………………………………………………………………………Quaderno n.3/2019
- SARTARELLI S. - Il delitto di tortura tra testo normativo “problematico” e formante giurisprudenziale “derivato” (2018)…………………………………….File PDF
- ALLEGRUCCI C. - La legge 110/2017 e gli obblighi internazionali dell’Italia in tema di tortura (2017)…………………………………………….FILE PDF
- ALLEGRUCCI C. - Il reato che non c’è: riflessioni a margine del caso Cestaro (2017) FILE PDF
- VITIELLO D. - L’obbligo di non-refoulement nella giurisprudenza di Strasburgo dopo la rivoluzione tunisina: considerazioni sul caso Al Hanchi………Quaderno n.1/2015
- CUOMO P. - Broner Squire M. - Onere della prova e rischio di non persuasione nell’applicazione del principio di cui all’art.3 della CEDU in relazione ai provvedimenti di espulsione di cittadini stranieri………Quaderno n.1/2015
- VITIELLO D. - Dottrina del margine di apprezzamento e principio di proporzionalità nella lotta al terrorismo internazionale : riflessioni a margine del Caso Belmarsh……………………………………………………… Quaderno n.1/2015
EQUO PROCESSO - MISURE RIPARATORIE SPECIFICHE | FAIR TRIAL - SPECIFIC REMEDIAL MEASURES
- GIANSANTI A. - Violazione delle garanzie di difesa tutelate dalla Convenzione europea e obblighi di riparazione gravanti sullo Stato autore dell’illecito……….Quaderno n.1/2015
RAPPORTI CON L’ORDINAMENTO UE | RELATIONSHIPS WITH EU LAW
- VEZZANI S. - THE EU ACCESSION TO THE ECHR…………………….Quaderno n.1/2015
- REPETTO G. - La Corte di giustizia dell’UE dichiara invalida la direttiva sulla Data Retention: verso la costituzionalizzazione del diritto alla privacy?..................................................Quaderno n.1/2015
SEGRETO DI STATO | STATE SECRET PRIVILEGE
- ALLEGRUCCI C.-Quel pasticciaccio brutto di via Guerzoni: la Corte Europea condanna l’Italia per il sequestro dell’imam Abu Omar……………………..FILE PDF
- PANETTA A. - Extraordinary renditions: il mancato bilanciamento tra le esigenze di tutela dei diritti fondamentali e il segreto di Stato. Riflessioni a margine del caso Abu Omar………………………………………………………..Quaderno n.1/2015
DIRITTI, COSTITUZIONE E CEDU
Rights, Constitution and ECHR
Alla luce delle “storiche” decisioni della Corte costituzionale (nn.348 e 349 del 2007) , in cui per la prima volta i giudici costituzionali hanno riconosciuto rango sovra-legislativo, ai sensi dell’articolo 117, primo comma Cost., alle disposizioni della CEDU, purché queste ultime non siano in contrasto con i princìpi ed i diritti fondamentali stabiliti nella prima parte del testo della Costituzione, i ricercatori dell’area pubblicistica/costituzionalistica si propongono di analizzare i riflessi del sistema di protezione internazionale operante nell’ambito del Consiglio d’Europa rispetto agli standard costituzionali di garanzia e rispetto al livello di tutela garantito dall’ordinamento comunitario. Sono inoltre selezionati in particolare quei casi giurisprudenziali che hanno ampliato l’orizzonte del dibattito sui meccanismi di tutela dei diritti ben oltre i confini, più o meno espliciti, delle garanzie costituzionali ad esempio sul delicato fronte” del diritto alla vita (inizio vita, con le problematica connesse alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e fine vita, per le questioni relative al suicidio assistito) e della bioetica.
Anche sul versante del rapporto tra diritti e organizzazione costituzionale, è utile verificare la prospettiva dei giudici di Strasburgo in tema di immunità parlamentari ed in tema di autodichia (giurisdizione domestica per i dipendenti delle Camere).
In two “historic” judgements of the Constitutional Court (N. 348 and N.349/2007) for the first time the constitutional judges have recognized to the provisions of the European Convention on Human Rights (an international Treaty whose rules are introduced in the national system with parliamentary law – “legge di esecuzione” del trattato) an higher rank than ordinary legislation, in accordance with Article 117, first paragraph, of the Italian Constitution where is written that “ both national and regional laws have to be enacted in the respect of international law (obblighi internazionali)”.
The Constitutional Court has the power to decide if a primary law contains rules in conflict to the guarantees of the European Convention on Human rights: the protection of human rights written in the Convention, according to the interpretation given by the ECtHR (see Const.Court, Judgements N.311 and 317/2009), plays the role of a “special” parameter (“norma interposta”) in the constitutional review of legislation, because the violation of the Convention produces an indirect violation of the Constitution (art. 117, para.1, It.Const.).In this framework the researchers propose an analysis of the reflections of the specific international protection of human rights operating under Council of Europe standards, with respect to constitutional guarantees and the level of protection guaranteed by EU law and EU case-law.
The cases selected have in particular expanded the horizon of jurisprudential debate about the mechanisms of the protection of rights far beyond the borders, explicit or otherwise, of constitutional guarantees, in arguments such as the delicate question of the “right to life” and “bioethics”.
Also on the relationship between rights and constitutional organizations, it is useful to verify the perspective of the judges of Strasbourg on the subject of parliamentary immunity and domestic jurisdiction (“autodichia”) for employees of the Parliament .
Elenco sottosezioni / Subsections list
Vita umana | Human Life
-
- TOZZI C. - La tutela dei “detenuti vulnerabili” arriva da Strasburgo .......................... Quaderno n.4/2026
- Cassetti L. .- La vulnerabilità (individuale), le situazioni di discriminazione e le politiche abitative nelle aree metropolitane (riflessioni a margine del caso Garib v. The Netherlands…………………………………………………………………………Quaderno n.3/2019
- CIERVO A. - Una questione privata (e di diritto interno). La Consulta dichiara incostituzionale il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo …………………………………………………………Quaderno n.1/2015
- Ciervo A.- La sentenza di Strasburgo sui fatti di Genova …………………………………………………………………………………………………………….Quaderno n.1/2015
- Ciervo A.- La metamorfosi giurisprudenziale della legge 40/2004 e l’uso dell’argomento CEDU tra Consulta e giudici a quibus………………Quaderno n.2/2016
- REPETTO G. - Obblighi positivi dello Stato e salute della donna in una recente decisione in tema di aborto. ...………………………………..………………....Quaderno n.1/2015
- CIERVO A.- Obblighi positivi dello Stato e tutela della vita umana: analisi di una recente tendenza giurisprudenziale della Grande Chambre della Corte di Strasburgo. …………………………………………………………………..…......Quaderno n.1/2015
- MALFATTI E.- La Corte di Strasburgo tra coerenze e incoerenze della disciplina in materia di procreazione assistita e interruzione volontaria della gravidanza: quando i “giochi di parole” divengono decisivi. ……………..………...……Quaderno n.1/2015
- REPETTO G. - La Corte di Strasburgo si confronta per la prima volta con il matrimonio omosessuale. ……………………………………………….………Quaderno n.1/2015
- CIERVO A. - “Illness” or “desease” ? La Corte di Strasburgo ritorna sulla legislazione svizzera in materia di “fine vita” ….. Quaderno n.1/2015
- CIERVO A. - “Penser solidairement la fin de vie”: brevi osservazioni in margine ai lavori della Commissione Sicard ….. Quaderno n.1/2015
- VANNUCCINI S. - Sull’accanimento medico-giudiziario francese (e il placet della Corte europea dei diritti dell’uomo) per il «non diritto di vivere» del paziente disabile: l’affaire Vincent Lambert……………………………Quaderno n.3/2019
- CIERVO A. - L’articolo 14 della CEDU come parametro autonomo di giudizio? Il caso Opuz contro Turchia. ………………………………………………………Quaderno n.1/2015
- CIERVO A. - La “mala sanità” arriva a Strasburgo: l’Italia condannata per la mancata rivalutazione annuale dell’indennità complementare corrisposta per danno derivante da trasfusione di sangue infetto. ……………………...……Quaderno n.1/2015
Matrimonio e Famiglia | Marriage and Family
- REPETTO G. - La Corte di Strasburgo si confronta per la prima volta con il matrimonio omosessuale Quaderno n. 1/2015
Organi costituzionali | Constitutional Organization
- PESOLE L. - La Corte europea dei diritti dell’uomo si pronuncia ancora una volta sulla limitazione del diritto di accesso alla giustizia determinata dall’insindacabilità parlamentare ...............................................................Quaderno n.1/2015
- L’autodichia delle Camere di fronte alla Corte di Strasburgo ……………………………………………………………………………………………………… Quaderno n.1/2015
CEDU e Costituzione; CEDU e diritto UE | ECHR and It. Constitution; ECHR and EU Law
-
- RIZZO A. - The quest of an ecocide under EU Law - The international context and prospects under current EU treaties and law Quaderno n.4/2026
- PIERONI S. - TUTELA DELLA RISERVATEZZA E ANONIMIZZAZIONE DELLE SENTENZE: LE DIVERSE SOLUZIONI DELLE CORTI. Quaderno n.4/2026
- RIZZO A. - La crisi pandemica e la nuova centralità delle politiche sanitarie europee alla luce della disciplina EU4Healt Quaderno n.4/2026
- RIZZO A. | Some thoughts on Judicial Cooperation and the Protection of Human Rights in the European Union: Theoretical Background and Open Questions** Quaderno n.4/2026
- PISANI M.- Mandato d’arresto europeo: se vi è rischio di trattamento inumano e degradante l'Autorità Giudiziaria d'esecuzione può decidere di porre fine alla procedura di esecuzione ................................. File PDF
- VEZZANI S.- Addio My darling, Goddbay My Love? Unione europea e Sistema CEDU dopo il parere 2/13…………………………………………………………..Quaderno n.2/2016
- FANCIULLO D.- Il «decisum» della Corte di giustizia sul Dratf Agreement of the Accession of the EU to the ECHR: a proposito del parere 2/13……………Quaderno n.2/2016
- BARNABO’ M.- La nuova competenza consultiva della Corte europea dei diritti dell’uomo alla luce del Protocollo n.16 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo………………………………………………………………………………………………...Quaderno n.2/2016
Divieto di discriminazione | Prohibition of Discrimination
-
- STEFANELLI S. - Illegittimo per violazione degli artt. 8 e 14 CEDU l’obbligo del cognome paterno.......................................................... Quaderno n. 1/2015
- CIERVO A. - La “mala sanità” arriva a Strasburgo: l’Italia condannata per la mancata rivalutazione annuale dell’indennità complementare corrisposta per danno derivante da trasfusione di sangue infetto Quaderno n. 1/2015
- CIERVO A. - L’articolo 14 della CEDU come parametro autonomo di giudizio? Il caso Opuz contro Turchia...................................... Quaderno n. 1/2015
Minoranze | Minorities
- LOCCHI M. C. - Alcune considerazioni su limiti e ambiguità del riconoscimento giuridico delle differenze culturali a partire dalla giurisprudenza sui rom della Corte europea dei diritti dell’uomo Quaderno n. 1/2015
DIRITTI E ARGOMENTAZIONE DELLA CORTE EDU
Rights and Legal Reasoning of the ECtHR
Questo ulteriore profilo dell’indagine costituzionalistica mira a selezionare alcuni casi giurisprudenziali dai quali emerge la problematica relativa alle tecniche argomentative che i giudici di Strasburgo utilizzano nelle motivazioni delle decisioni, con particolare riferimento alle questioni interpretative che comprendono la teoria del “margine di apprezzamento, il ricorso all’argomentazione comparativa ed il rapporto tra la nozione di “società democratica” e l’interpretazione evolutiva.
This further aspect of the constitutional law section of the research aims to select the most relevant cases from which the ECtHR has progressively developed its models of reasoning: among others, the most frequent and important interpretative criteria are those linked to the “margin of appreciation”, comparative inquiry, and the relationship between notions of “democratic society” and evolutive (or dynamic) interpretation.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Diritti e argomentazione della Corte EDU
Rights and Legal Reasoning of the ECtHR
La dottrina del “margine di apprezzamento” | The Doctrine of “margin of appreciation”
- REPETTO G. - Alle origini del margine d’apprezzamento, tra self restraint e inquadramento del pluralismo: il caso Handyside Quaderno n.1/2015
L'argomentazione comparativa | The comparative Argument
- REPETTO G. - L’argomentazione comparativa come chiave di giudizio: il caso Goodwin Quaderno n.1/2015
"Società democratica" e interpretazione evolutiva | “Democratic Society” and evolutionary Interpretation
- REPETTO G. - La nozione di società democratica nel caso Sunday Times Quaderno n.1/2015
LO STRANIERO E LA CEDU
Foreign Nationals and ECHR
L’analisi della giurisprudenza della Corte EDU permette di evidenziare l’attenzione e la sensibilità dei giudici di Strasburgo in tema di divieto di espulsione verso paesi in cui si pratica la tortura o si infliggono pene o trattamenti umani e degradanti (art. 3 CEDU), di diritto alla vita privata e familiare (art. 8 CEDU), di garanzia della tutela giurisdizionale dello straniero sottoposto a trattenimento in vista dell’espulsione (art. 5 CEDU), ed il continuo sforzo del giudice europeo alla ricerca del difficile bilanciamento tra gli opposti interessi in gioco, nel tentativo di ricondurre le restrizioni dei diritti fondamentali degli stranieri nella sfera della necessità, in una “società democratica”, di rispondere ad un “bisogno sociale imperioso”.
Si è altresì tenuto conto della giurisprudenza relativa alla condizione dello straniero stabilmente soggiornante nel territorio, con riferimento alla protezione di diritti fondamentali – diritto alla vita privata, all’abitazione, allo “stile di vita” (art. 8), all’identità culturale (art. 9) – considerati in alcuni “luoghi” significativi per la vita della persona (famiglia, lavoro, scuola).
Nell’ambito dei contributi dei ricercatori afferenti al settore del diritto pubblico comparato ed a quello di diritto pubblico l’indagine avrà ad oggetto la giurisprudenza della Corte di Strasburgo che consente di evidenziare i seguenti profili:
The analysis of ECtHR jurisprudence reveals the attention and sensitivity of the Strasbourg judges towards the prohibition of expulsion to countries where people might face torture or cruel, inhuman or degrading treatment (Article 3 ECHR), the right to respect for private and family life (Article 8 ECHR), and judicial guarantees against arbitrary detention during the expulsion process (Article 5 ECHR). At the same time this case-law reveals the continuous effort of the Court to strike a fair balance between the various conflicting interests at stake, in the attempt to lead the restrictions on the fundamental rights of foreign nationals back towards the criterion of the necessity, in a “democratic society”, to meet a “pressing social need”.
Case-law relating to the status of foreigners permanently residing in the territory of contracting states is also dealt with. In this context, special attention is paid to the protection of fundamental rights – the right to respect for private life, to a decent home, to “lifestyle” (Art. 8), to cultural identity (Article 9) – in some places of particular importance in the life of a person (family, work, school). Scholars specializing in public law and comparative public law will focus on the jurisprudence of the Strasbourg Court in order to highlight the following issues:
Elenco sottosezioni / Subsections list
Lo straniero e la CEDU
Foreign Nationals and ECHR
Respingimento ed espulsione | Expulsion and Refoulement
- PIERONI S. - Il respingimento alla frontiera come espulsione collettiva, non configurabile in caso di “condotta colpevole” degli stranieri. ……Quaderno n.4/2026
- CIERVO A. - IL SISTEMA ITALIANO DI ACCOGLIENZA E TUTELA DEI RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE SOTTO LA LENTE DEI GIUDICI DI STRASBURGO. UNA BREVE ANALISI DI DUE RECENTI SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO……………………………………………….. Quaderno n.1/2015
- CIERVO A. - La governance italiana dell’immigrazione alla prova della Corte di Strasburgo. Un percorso giurisprudenziale a partire dall’art3 CEDU…………………………………Quaderno n.2/2016
- PALLADINO R. - NON-REFOULEMENT E SITUAZIONI GENERALI DI VIOLENZA DI SUFFICIENTE INTENSITA' NEL LUOGO DI DESTINAZIONE: LA SENTENZA K.A.B. V. SWEDEN……………………………………………………… Quaderno 1/2015
- PALLADINO R. - Principio di non refoulement e «situazioni generali di violenza» nel paese di destinazione: la problematica valutazione degli «elementi oggettivi di rischio» rispetto alle espulsioni verso la Somalia……………………………………………………..Quaderno n.2/2016
- CIERVO A. - IL “MIGLIO VERDE”: NOTE A PRIMA LETTURA ALLA SENTENZA “HIRSI”………………………………………………………………………………….. Quaderno n.1/2015
- LOCCHI M.C. - La controversa divaricazione tra garanzie del giusto processo e tutela del diritto di difesa dello straniero di fronte all’espulsione nella Cedu…. Quaderno n.1/2015
- VITIELLO D. - Espulsione amministrativa dei migranti irregolari: i rilievi della Corte di Lussemburgo a margine del caso El Dridi. ………………..……………………………………………Quaderno n.1/2015
- Vitiello D.- Espulsione di stranieri, assicurazioni diplomatiche e obbligo di non-refoulement: riflessioni a margine del Caso Trabelsi…..Quaderno n.1/2015
- LOCCHI M.C.- La salvaguardia della libertà personale dello straniero e il divieto di restrizioni arbitrarie come limite al potere dello Stato di impedire l’ingresso illegale nel territorio. …………………………………………………….……………………………………………………………………Quaderno n.1/2015
Identità culturale | Cultural Identity
- LOCCHI M.C. - Alcune considerazioni su limiti e ambiguità del riconoscimento giuridico delle differenze culturali a partire dalla giurisprudenza sui rom della Corte europea dei diritti dell’uomo…………………………………………………………… Quaderno n.1/2015
PROPRIETA' PRIVATA
Property
Il contributo dei ricercatori di diritto amministrativo si propone di analizzare il filone giurisprudenziale che consente di ricostruire in presupposti per la definizione del concetto di espropriazione e le problematiche relative alla quantificazione dell’indennità come effettivo ristoro alla privazione del diritto di proprietà. Per entrambe i profili sono evidenziati anche i percorsi della giurisprudenza amministrativa nazionale.
The contribution offered by administrative law researchers aims to analyze the jurisprudential thread that allows for an understanding of the elements necessary for a definition of the concept of expropriation, and those problems concerning the quantification of compensation as a concrete relief for the deprivation of proprietary rights. The paths of national administrative jurisprudence are also outlined in both profiles.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Proprietàprivata
Property
- Pieroni S .- Il dialogo delle Corti ‘salva’ l’art.42-bis d.p.r. n. 327 del 2001: ultima puntata (?) (CORTE EDU Sorasio c. Italia 2023)………………………………………Quaderno n.4/2026
- REPETTO G. - La confisca per lottizzazione abusiva e le prospettive dei rapporti tra Corte costituzionale e Corte EDU……………………………………………………………. Quaderno n.2/2016
Espropriazioni | Expropriations
- PIERONI S. - Il principio di legalità riemerge dalle ceneri della acquisizione coattiva rectius espropriazione indiretta………………………………………………… Quaderno n.1/2015
- GIUSTI A. - Il caso Scordino: l’inizio di un nuovo dialogo tra le Corti in materia espropriativa.........................................................................................Quaderno n.1/ 2015
- GIUSTI A. - L’incidenza della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla determinazione dell’indennità di esproprio...........................Quaderno 1/ 2015
- GIUSTI A. - I profili patrimoniali della c.d. occupazione acquisitiva nel dialogo fra Corte Europea dei diritti dell’uomo e la Corte Costituzionale...................... Quaderno n.1/2015
PIERONI S. - Il quantum debeatur nella fattispecie espropriativa-acquisitiva tra indennizzo e risarcimento……………Quaderno n.2/2016
LIBERTÀ DI PENSIERO, COSCIENZA E RELIGIONE
Freedom of Thought, Conscience and Religion
La scelta di utilizzare come directory principale la definizione di “libertà di pensiero, coscienza e religione” trova la sua motivazione nel titolo stesso adottato dagli autori della norma cardine in materia di tutela della libertà di religione nella CEDU, l’art. 9.
Come è noto, la Convenzione, nella interpretazione della Corte europea di Strasburgo, riconosce alla libertà in questione un contenuto ampio, tale da ricomprendere posizioni teistiche, ateistiche e agnostiche, in linea con quanto affermato anche a livello internazionale nei principali documenti elaborati in ambito ONU. Le directory secondarie sono state poi suddivise in libertà religiosa individuale e collettiva: si tratta di una classificazione operata soprattutto avendo riguardo al dato “storico” per il quale la libertà di pensiero, coscienza e religione nella CEDU incontra tutela nella sua dimensione primariamente individuale, in ossequio ad una scelta che la Convenzione fa in relazione a tutti i diritti umani.
La sensibilità degli organismi internazionali, all’indomani della Seconda Guerra mondiale, si concentra, come è noto, sulla dimensione individuale dei diritti, segnando una profonda differenza con i riconoscimenti passati delle libertà, strettamente connesse alla necessità di tutelare i gruppi (etnici, culturali, religiosi, linguistici) di minoranza. L’obiettivo di offrire protezione alle libertà del singolo si intreccia profondamente con il riconoscimento della dignità della persona umana come fondamento dell’agire sociale. Questo obiettivo conduce, in tema di religione, alla definizione della libertà religiosa come di una libertà inerente all’individuo in quanto tale, senza diretto legame con la sua appartenenza all’una o all’altra confessione o comunità religiosa.
Questo primo nucleo concettuale, tuttora fondamentale nella comprensione della norma dell’art. 9 come delle altre disposizioni internazionali di analogo tenore, si accompagna oggi ad una chiara rivisitazione del ruolo della dimensione collettiva della libertà di religione e di culto. Seguendo l’influsso delle teorie comunitariste e delle riflessioni teoriche sulle componenti dell’identità personale, e insieme dovendo affrontare i nodi cruciali della uguale libertà delle confessioni religiose e del rispetto del principio di non discriminazione tra gruppi religiosi, la sensibilità della Corte europea (come e forse più di quella di altri organi internazionali a carattere giurisdizionale) si sta decisamente orientando verso una interpretazione dell’art. 9 che garantisca le comunità religiose in sé considerate di fronte agli atteggiamenti che le istituzioni statali tengono, sia sotto il profilo normativo che sotto quello amministrativo e giurisdizionale.
La crescita del numero dei casi affrontati dalla Corte, aventi ad oggetto la libertà delle organizzazioni religiose nel rapporto con lo Stato o il riconoscimento da parte statale delle decisioni assunte in ambito confessionale, sembra richiedere una precisa collocazione a parte rispetto alle questioni legate alle espressioni individuali della libertà religiosa, motivando così la scelta di un’autonoma “casella” nella quale collocare i casi più rilevanti e più noti.
The title of the section “Freedom of Thought, Conscience and Religion” follows that used in Article 9 of the European Convention on Human Rights. It is commonly argued that the Convention, as with as other international treaties, recognizes the freedom of thought, conscience and religion, including atheism and agnosticism, in very broad terms.
The sub-directories have been classified as “Individual Rights” and “Collective Rights” due to the assumption that the Convention principally provides protection to the individual dimension of the rights at stake, as it does in relation to all other human rights. Basically speaking, since the Second World War, all international treaties dealing with human rights have given priority to the individual dimension of freedoms and liberties, on the basis of the recognition of the inherent dignity of every human being. Consequently, while previously, almost any form of protection pertained to minorities (linguistic, ethnic, religious minorities); afterwards, the individual person becomes the main subject of rights, without any further consideration for his or her membership of a particular community or group.
Nonetheless, the increasing influence of theories about communities, and the need to combat forms of group discrimination, facilitated a broader interpretation of article 9 ECHR, in order to ensure equal protection to all religious communities. Today the European Court of Human Rights, as well as other international Courts, seems to be shifting its attention towards both the current legal status of religious groups and minorities within the State, and the problems they face when dealing with secular institutions. The increasing number of cases related to the legal recognition of the internal autonomy of religious groups, or their public activities, justifies a specific classification of the subject
Elenco sottosezioni / Subsections list
Libertà di pensiero, coscienza e religione
Freedom of Thought, Conscience and Religion
Libertà religiosa individuale | Individual Rights
CUOMO P., MANTOVANI G. – Violazione del diritto all’istruzione e garanzia della libertà di pensiero, coscienza e religione: quale enforcement per la sentenza Lautsi c. Italia?.........................Quaderno n.1/2015
- ANGELETTI S. - La questione del velo islamico nel luogo di lavoro (ancora) di fronte alla Corte di Giustizia UE: verso maggiori garanzie per il diritto di libertà religiosa....2026
- CANONICO M. - Crocifisso nelle aule scolastiche: obbligo, divieto o facoltà?................................................................. Quaderno 4/2026
- Sánchez H. | Criteria for limiting the use of religious symbols in court appearances in Strasbourg case law………………………………………Quaderno n.3/2019
- ANGELETTI S. - La questione del velo integrale torna a Strasburgo. Brevi considerazioni intorno a Dakir c. Belgique e Belcacemi et Oussar c. Belgique (2017) .....PDF
- ANGELETTI S. - Tra diritti religiosi dei genitori e rispetto dell’autonomia scolastica, quale spazio di tutela per il “best interest of the child”? Qualche considerazione alla luce del caso Osmanoğlu et Kocabaş c. Suisse..........................................................................Quaderno n.3/2019
Libertà religiosa collettiva | Collective Rights
- MARCACCIO G. | Il diritto al luogo di culto nella giurisprudenza della Corte costituzionale ...................................................................................... Quaderno n.4/2026
- ANGELETTI S. - Libertà di espressione c. libertà religiosa: il difficile equilibrio nella tutela della manifestazione del pensiero e della sensibilità dei credenti....Quaderno n.1/2015
- CANONICO M., La disciplina dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai…………………………………………… Quaderno n.3/2019
LIBERTÀ DI ESPRESSIONE
FREEDOM OF EXPRESSION
Libertà di manifestazione del pensiero | Freedom of Expression
LEOTTA C.- I limiti all’incriminazione del negazionismo del genocidio degli Armeni (2015)………………File PDF
SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE
Civil Rights and Obligations
La selezione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo vuole rispondere alla necessità di qualificare quali sono le situazioni giuridiche soggettive rilevanti nel sistema CEDU e l’ordine metodologico impiegato dalla Corte nella loro identificazione.
Si vuole realizzare una selezione casistica della giurisprudenza solo in alcuni settori che appaiono per la finalità indicata significativi, dove, cioè, sembra essere più eloquente il metodo di qualificazione delle situazioni giuridiche soggettive ad opera della Corte. Per questo è stata selezionata la giurisprudenza intorno all’art. 8 CEDU. La Corte ritrova nella lettera dell’art. 8 cit. un caleidoscopio di diritti, spesso posti tra loro anche in un possibile conflitto. Si pensi al diritto alla protezione alla privacy e quello a conoscere le proprie origini che nell’articolo citato rinvengono la stessa fonte.
Per la stessa ragione si è selezionata giurisprudenza intorno all’art. 1 del protocollo n. 1 CEDU, dove la nozione di diritto di proprietà assume i significati più diversi. Infine si è selezionata giurisprudenza intorno all’art. 6 CEDU, o meglio intorno alla qualificazione della nozione di “diritti ed obblighi di natura civile”. La scelta è stata dettata dalla necessità di verificare se la Corte europea dei diritti dell’uomo utilizzi lo stesso procedimento metodologico adoperato nella qualificazione delle situazioni giuridiche soggettive identificate come diritti fondamentali, anche nella determinazione delle situazioni giuridiche soggettive strumentali alla realizzazione, attraverso la garanzia dell’accesso all’azione innanzi alla Corte, proprio dei diritti riconosciuti dal Trattato.
The judgements gathered in this section are chosen with the aim of specifying the nature of the “individual legal positions” – rights and interests – relevant to the ECHR, and of establishing the methodological order adopted by the European Court of Human rights for their selection.
Therefore only some dispositions of the ECHR will be analysed, in particular Articles 8, 6 ECHR and Article 1, Prot. 1 ECHR, as these appear most suitable for the objectives of this research. Article 8 ECHR could be interpreted as a kaleidoscope of individual rights, which are, in some cases, in contraposition with each other (for example, the right to privacy and the right to know one’s own origins, both protected by the same article 8 ECHR).
Furthermore, the concept of property under article 1 prot. 1 ECHR is a good example of what the Court identifies as relevant interests, interpreting the objective will of the international legislator. Article 6 ECHR establishes the right of the individual to a fair trial.
The notions of civil rights and obligations safeguard the legal positions of individuals that are not only fundamental or subjective rights, but also interests. The analysis of the notion of civil rights and obligations demonstrates that the Court of ECHR has elaborated a broad definition of the term, one that is not only identifiable with the notion of “subjective rights”.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Situazioni giuridiche soggettive
Civil Rights and Obligations
VITA PRIVATA E FAMILIARE / PRIVATE AND FAMILY LIFE
- Rizzo A. - La saga della “terra dei fuochi” continua (?). Forse, “l’ultima parola” nella sentenza Locascia c. Italia……………………………………………………..Quaderno n.4/2026
- TONELLI L.M. - LA SENTENZA DEL 24 MARZO 2021 DEL BUNDESVERFASSUNGSGERICHT SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO E LA RIFORMA DELL’ART. 9 COST. IN ITALIA: PROFILI DI CONVERGENZA TRA L’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE TEDESCO E QUELLO ITALIANO…………………Quaderno n.4/2026
- LA MANNA M. - LA MINACCIA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO PER LE GENERAZIONI FUTURE: PROBLEMI E PROSPETTIVE………………………………………… Quaderno n.4/2026
- ANGELINI C. - IL RUOLO DELLA CATEGORIA GIURIDICA DI DIGNITÀ NELLA DEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI RELATIVAMENTE AL CONTESTO NATURALE………………………………………………………………Quaderno n.4/2026
- STEFANELLI S.- Adozione di minori e diritto di crescere nella propria famiglia (2016)………………………………………………………….File PDF
- STEFANELLI S., Cognome paterno e diritti fondamentali……………Quaderno n.2/2016
- SASSI A.- Parentela e devoluzioni ereditarie……………………………Quaderno n.3/2019
- SASSI A.-STEFANELLI S.- Il titolo di filiazione nel sistema dell’ordine pubblico internazionale………………………………………………………………………………Quaderno n.3/2019
- Angeletti S. - Diritti educativi del minore e libertà religiosa della famiglia: rileggendo la sentenza Osmanoglu and Kokabas v.Switzerland alla luce del best interest of the child…………………………………………………………………… Quaderno n.3/2019
- VANNUCCINI S.- Gli effetti dello scenario emergenziale SARS-CoV-2 sulle condizioni di vita dei minori di età: evidenze di una overview….Quaderno n.4/2026
- VANNUCCINI S. – Ricerca bibliografico-documentale internazionale su COVID-19 e minori di età (2021) ………………………………………………………………………… FILE PDF
- VANNUCCINI S. – Situazioni di «particolare vulnerabilità» dei minori di età e obblighi di protezione dello Stato: note a margine della sentenza V.C. c. Italia (2020)..... FILE PDF
- L.Cassetti e S.Vannuccini, Il diritto al rispetto dell’integrità fisica e psichica dei minori di età in condizioni di “particolare vulnerabilità (artt.3 e8 Cedu) (2020)………. FILE PDF
- VANNUCCINI S. – L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: bilanci e sfide a 10 anni dall’istituzione…………………………………………………………………………..Quaderno n.4/2026
- VANNUCCINI S. – Neurosviluppo e salute mentale dei minori di età in tempo di pandemia: risultati e prospettive del primo studio scientifico nazionale promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza………………………….Quaderno n.4/2026
Bene e proprietà | Goods and property
COLCELLI V. - Le situazioni giuridiche soggettive nel sistema CEDU, Università degli Studi di Perugia, Quaderni di Diritto e Processo a cura di Antonio Palazzo, 2010 Frontespizio/ INDICE FILE del volume
- COLCELLI V. - Art. 1 Prot. 1 C.E.D.U. e credito d’imposta. Il credito come bene
- COLCELLI V. - Reddito futuro e diritto di proprietà
- COLCELLI V. - La clientela come valore patrimoniale e la sua tutela attraverso la Convenzione europea dei diritti dell’uomo
- COLCELLI V. - L’espérance légitime e la sua tutela ai sensi dell’art. 1 Prot. 1 C.E.D.U.
I contributi di V. Colcelli sono stati pubblicati nel Quaderno n.1/ 2015
Equo processo e natura delle controversie su diritti e obblighi civili | Fair Trial and Civil Rights/Obligations
- COLCELLI V. - L’interesse legittimo nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
- COLCELLI V. - Diritti e obblighi a carattere civile ed indennizzo per inadempienza della pubblica amministrazione.
- COLCELLI V. - Diritto di proprietà, esproprio per pubblica utilità ed accesso dei privati al controllo sull’operato degli organi statali
- COLCELLI V. - L’applicazione dell’art. 6 CEDU alle controversie relative alla violazione di diritti derivanti da prestazioni assistenziali e previdenziali
- COLCELLI V. - Autorizzazioni e concessioni amministrative nella nozione di diritti e obbligazioni di carattere civile ai sensi dell’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo
I contributi di V.Colcelli sono stati pubblicati nel Quaderno n.1/2015
PRINCIPI E TUTELA PENALE
Criminal law Protection
L’indagine trae spunto dalla necessità di verificare le possibili forme di influenza della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul diritto penale sostanziale, profilo che merita una cogente attenzione scientifica sia perché sinora poco esplorato, in quanto si è maggiormente privilegiata l’ottica processual – penalistica, sia perché divenuto imprescindibile metro di valutazione di quel generale processo di europeizzazione del diritto (anche penale) che è ormai inarrestabile.
L’indagine dei ricercatori di diritto penale si propone, quindi, attraverso lo studio approfondito della giurisprudenza della Corte di Strasburgo e della Corte Costituzionale, di accertare le eventuali, diverse modulazioni e il variegato grado di implementazione che la Convenzione sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950 ha in ambito interno ed europeo, sia con riguardo ai principi generali del diritto penale (legalità, irretroattività, determinatezza, offensività, ecc.) che con riguardo alla sua Parte speciale (rispetto, ad esempio, ai reati che coinvolgono il diritto alla vita, ai reati contro il sentimento religioso, ai reati di opinione, ai reati contro l’onore, ovvero al divieto di riunione e ai reati di associazione politica, ecc.).
The analysis finds its starting point in the necessity to verify the possible forms of influence the European Convention of Human Rights has on substantial criminal law, a profile that deserves strict scientific attention, firstly as it has yet to be fully explored, given that the criminal trial was held in a more privileged position, and secondly because it has become an indispensable criterion of evaluation of the general process of the Europeanization of the law (including criminal law), a development which appears to be unstoppable.
Therefore the survey, as undertaken by criminal law researchers, proposes, through the in depth study of the jurisprudence of the Court of Strasbourg and the Constitutional Court, to verify the diverse possible modulations and the variegated degree of increase that the Convention for The Protection of Human Rights And Fundamental Freedoms of 1950 has had, in both in the domestic and European spheres, be it with regard to the general principles of criminal law (lawfulness, non retroactivity, determinateness, offence, etc.) or with regard to its Special Part (for example, as regards crimes which involve the right to life, crimes against religious sentiment, crimes of opinion, honour crimes, or the prohibition of gatherings and crimes of political association, etc.).
Elenco sottosezioni / Subsections list
Principi e tutela penale
Criminal law Protection
Principi del diritto penale | Principles of Criminal law
- VALENTINI V. - Il caso Taricco e l’illusionismo prospettico della Consulta……Quaderno n.3/2019
- FALCINELLI D. - L’alba del concorso “eventuale” nel reato di associazione mafiosa: la garanzia della legalità penale contro le nebbie della giurisprudenza……….Quaderno n.1/2015
- FALCINELLI D. -Sulla fecondazione eterologa, al bivio tra (ir)ragionevolezza del divieto e diritto umano alla libertà di autodeterminazione…………………………..Quaderno n.1/2015
- FALCINELLI D. - Weak statute and strong statute of the humanity of the penalty (proportionate): the function of re-education in the zone of the European Convention of Human Rights and of the Italian Constitution……………………………………………..Quaderno n.1/2015
- SARTARELLI S., Da Provenzano a Viola: Per la Corte EDU la parola d’ordine è «dignità umana»………………………………………………………Quaderno n.3 2019
- SARTARELLI S. - La violazione del “dovere di diligenza” determina la condanna dello Stato per i delitti commessi dal detenuto che fruisca di misure alternative…………………………………………………………Quaderno n.1/2015
- SARTARELLI S. - La giurisprudenza della Corte EDU in materia di disenfranchisement ovvero sulla privazione del diritto di voto dei detenuti……………………………….Quaderno n.1/2015
- SARTARELLI S.- I diritti dei detenuti: carcere e privazione del diritto di voto………Quaderno n.2/2016
- FALCINELLI D.- Le frontiere della potestà punitiva dello Stato. La protezione dei diritti umani fondamentali nell’epoca della inSicurezza collettiva…………………………………………Quaderno n.2/2016
- NATALINI A. - Libertà di espressione, tra inoffensività e sproporzionalità della sanzione penale ……………………………………………………………………………..Quaderno n.1/2015
- NATALINI A.- Appartenenza ad associazioni massoniche e libertà di riunione………………………………………….Quaderno n.1/2015
Le fattispecie incriminatrici |Crimes
- SARTARELLI S. - Pena detentiva e diffamazione a mezzo stampa: si resta in attesa…………………………………………………………………………………………………………Quaderno n.4/ 2026
- SARTARELLI S. - La Corte EDU “bacchetta” (forse troppo severamente) l’Italia per l’omessa tutela rilevata in un caso di violenza domestica (2017)……………………….FILE PDF
- FALCINELLI D. - The Right of Satire and the ’“necessary interference”…Quaderno n.1/2015
- BISACCI M.C. - Tutela della vita ed uso legittimo delle armi: il caso “Giuliani” al cospetto della Corte europea dei diritti dell’uomo…………………………………….Quaderno n.1/2015
- BISACCI M.C. - Nella vicenda “Punta Perotti” la confisca dei terreni fu arbitraria data “l’oscurità” della legge in materia………………………………………………………….. Quaderno n.1/2015
PROCESSO PENALE E DIRITTI SOVRANAZIONALI
Criminal Procedure and supra-national Rights
L’importanza e la centralità nell’ambito dell’ordinamento interno della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della giurisprudenza elaborata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sono oramai indiscutibili. Tale rilevanza si avverte profondamente nell’ambito del processo penale posto che l’art 6 C.e.d.u. enuclea i principi fondamentali da cui non è dato prescindere ai fini della realizzazione di un equo processo. Oltre alla disposizione appena citata, vi sono, poi, altre norme (artt. 3, 5, 8) concernenti diritti fondamentali dell’individuo che l’accertamento processuale può inficiare e che, dunque, costituiscono parametri ai quali costantemente guardare per l’affermazione di un processo penale “equo”.
Data questa premessa e registrata una sempre più incessante influenza della giurisprudenza sovranazionale nelle impostazioni degli ordinamenti interni, si tratta di verificare in quali termini e modi essa si esplichi a livello del processo penale.
In quest’ottica, la ricerca si muoverà in duplice direzione: analizzare gli orientamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo nei principali settori del processo penale e verificare in quale modo le accertate violazioni possano trovare soddisfazione nell’ordinamento interno (a quest’ultimo proposito, v. la Sezione “Efficacia delle sentenze C.e.d.u. e rimedi interni nel processo penale”). Per quanto concerne questa sezione, l’obiettivo è quello di evidenziare l’impostazione che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato a taluni diritti fondamentali dell’individuo nel settore del processo penale, registrandone eventuali mutamenti susseguitisi nel tempo e dando conto di nuove sollecitazioni che dalla giurisprudenza sovranazionale potrebbero provenire circa temi di rilevante attualità. A tal fine saranno selezionate ed analizzate – suddividendole nelle apposite sottosezioni – le principali decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo inerenti le garanzie dell’imputato, le indagini ed il procedimento probatorio, nonché la tutela della vittima del reato, soprattutto ove si tratti di minore.
The importance of the European Convention on Human Rights and the centrality of the case-law of the European Court of Human Rights in the context of domestic legal systems are beyond discussion. This is most clear in the case of criminal proceedings, since Article 6 ECHR sets out the fundamental principles from which one cannot deviate in the interests of a fair trial. In addition to the above-mentioned provision, there are, also, other rules (Articles 3, 5, 8) concerning fundamental rights that the trial process may invalidate, and that consitute, therefore, parameters that should be constantly monitored for the affirmation of a “fair criminal trial”.
Given this premise and taking note of the even more increasing influence of supranational jurisprudence on internal legal systems, it remains to be examined is how and on what terms this influence manifests itself at the level of the criminal procedure.
From this perspective, the research will focus on two specific aims: to analyze the guidelines of the European Court of Human Rights in the principal sectors of the criminal trial, and to verify how established violations can find satisfaction in domestic law (as dealt with in the section “ Execution of ECtHR Judgements and domestic Remedies in Criminal Procedure”). Aim of this section is to highlight the approach that the European Court of Human Rights has taken to certain fundamental rights in the context of the criminal trial process, by noting the amendments that have taken place over time, and giving account of new solicitations from supranational case law that may relate to pressing arguments. To this end, the main decisions of the European Court of Human Rights concerning the rights of the defendant, investigations and rules of evidence, and the protection of victims of crime, especially in the case of minors, will be selected, analyzed and subdivided into the appropriate subsections.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Diritti sovranazionali e processo penale
Supra-national Rights and Criminal Procedure
- MONTAGNA M., L’esecuzione della pena tra sollecitazioni sovranazionali e politica legislativa interna……………………………………………………………….Quaderno n.2/2016
- MONTAGNA M., Obblighi convenzionali, tutela della vittima e completezza delle indagini……………………………………………………………………………….Quaderno n.3/2019
- NULLO L. – De Giorgi c. Italia: Strasburgo condanna ancora una volta l’Italia per la mancata protezione delle vittime di violenza domestica………………Quaderno n.4/2026
- PELLI L. – L’Italia è stata condannata dalla Corte di Strasburgo per aver fatto prescrivere condotte di violenza domestica e di genere avendo svolto tardivamente le indagini………………………………………………………………………………………………Quaderno n.4/2026
- PELLI L. – La Corte EDU torna a condannare l’Italia per mancate indagini effettive in un caso di violenza domestica e di genere…………………………………………….. Quaderno n.4/2026
- NULLO L. – Il caso Viola c. Italia: verso il tramonto dell’ergastolo ostativo?.........Quaderno n.4/2026
- PELLI L. – Obbligo di motivazione e declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione: cerchi concentrici o prospettive conflittuali? La Corte EDU condanna l’Italia…………………………………………………………………………………………………………… Quaderno n.4/2026
- NULLO L. – Il caso Tondo c. Italia: una prima condanna in appello è possibile solo previa riassunzione delle prove decisive...................................................... Quaderno n.4/2026
- NULLO L. – Confisca urbanistica senza condanna e prescrizione: la Grande Camera si pronuncia sul caso G.I.E.M. s.r.l. e altri c. Italia (2019)…………………………….. FILE PDF
- PISANI M. | Brexit: la notifica di recesso ai sensi dell’art. 50 TUE non può diventare motivo di rifiuto d’esecuzione del mandato d’arresto europeo. Cambiano le regole di cooperazione giudiziaria? (2019) ............................................................. File PDF
Efficacia delle sentenze della Corte E.D.U. e rimedi interni | Execution of ECtHR Judgments and domestic Remedies
- MONTAGNA M. - Intangibilità del giudicato e valore delle decisioni della Corte EDU: osservazioni a prima lettura sulla sentenza della Corte costituzionale n. 113 del 2011 ……………………………………… Quaderno n.1/ 2015
Le garanzie dell’imputato | Rights of the accused
- MONTAGNA M. - Corte europea dei diritti dell’uomo e sovraffollamento carcerario: il caso Torreggiani e altri c. Italia……………………………………………………… Quaderno n.1/ 2015
- CONTILLI C. - Diritto al confronto e testimone irreperibile nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo………………………………………………….. Quaderno n.1/ 2015
- MONTAGNA M. - La pubblicità dell’udienza quale diritto fondamentale dell’individuo nel procedimento di prevenzione tra Corte europea dei diritti dell’uomo e Corte costituzionale ……………………………………………………………………………………… Quaderno n.1/ 2015
- MONTAGNA M., MANONI A. - Prova del DNA, conservazione di dati personali e censure della Corte europea dei diritti dell’uomo nei riguardi del Regno Unito....... Quaderno n.1/ 2015
- MONTAGNA M. - Il diritto dell’imputato a partecipare personalmente al processo: “l’influenza” della giurisprudenza della Corte EDU nella decisione della Corte costituzionale e nella giurisprudenza di legittimità…………………………………….... Quaderno n.1/ 2015
GIUSTO PROCESSO AMMINISTRATIVO
Administrative due Process
The rights recognized by the ECHR in the trial context have had a huge impact on the internal discipline of criminal law (see the section dedicated to “Supranational rights and criminal proceedings”). It must, however, be remembered that the guarantees of Article 6 ECHR are not only applicable to criminal law, but also to all judgments in which “rights and duties of a civil nature” are at issue. Another aspect of this research, therefore, sets out to examine those aspects of the case- law of the European Court of Human Rights that have most significance for national legislation on the administrative process.
To this end it is necessary, firstly, to precisely define the boundaries of applicability of the discipline of the Convention to this type of trial, in which the definition of the concept of law “of a civil character” assumes a central role, especially in relation to the question of legitimate interests. The first subsection is dedicated to this argument.
Another subsection is dedicated to the guarantee of the impartiality of the judge and the question of the compatibility of this requirement with the traditional structure of the governing bodies of administrative justice (not only in Italy, but also in several other European countries that adhere to the Convention), which also assigns to the judge, in addition to judicial duties, administrative and advisory responsibilities relating to the business of government. This is a topic which the European Court has had to deal with on several occasions.
A further subsection deals with another important aspect of said requirement of judicial impartiality, in examining the possible consequences of European jurisprudence on the power of prevention as regards national legislation on the administrative process, on which the Court has repeatedly upheld the principle that a judge can not be considered impartial if they have already been called to hear and determine the dispute at any other stage of the proceedings, as they could prove to be “conditioned” to not contradict what has already been decided.
Finally, it was deemed appropriate to dedicate space to the delicate issue of the reasonable duration of a trial, an extremely critical issue for Italy, taking into account the particular issues that can arise in an administrative case due to its specific procedural discipline.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Giusto processo amministrativo
Administrative due Process
Processo amministrativo e diritti civili | Administrative Process and Civil Rights
- PIERONI S. - Ne bis in idem sanzionatorio. La problematica applicazione nella sentenza Jóhannesson c. Islanda dei criteri elaborati dalla Grande Camera……… …………………………………………………………………………………………….Quad.n.3/2019
Imparzialità del giudice e funzioni consultive| Advisory Functions
- MENGOZZI M. - Imparzialità del giudice e funzioni consultive attribuite ad organi di giustizia amministrativa………………………………………………………………………. Quaderno n.1/2015
FISCO E DIRITTI
Taxes and Rights
Fin dall’approvazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali (Roma, 4 novembre 1950, di seguito CEDU), si è discusso sull’applicabilità, alle liti con il Fisco, delle disposizioni della stessa riguardanti le garanzie nei procedimenti giurisdizionali.
In particolare, la questione è tutt’oggi aperta rispetto ai giudizi aventi ad oggetto la debenza dei tributi in relazione alle modalità di attuazione delle relative pretese, così come pure rispetto ai giudizi per l’accertamento di violazioni di carattere non penale.
In relazione al Diritto Tributario, e con particolare riferimento sia all’ambito processuale che a quello dell’attuazione amministrativa del tributo, la ricerca si propone quindi di monitorare il susseguirsi degli interventi delle varie componenti operatrici del diritto, prestando particolare attenzione all’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tutto ciò al fine di verificare se possano individuarsi utili spunti ad una più efficace tutela del contribuente, da perseguirsi anche attraverso il progressivo adattamento delle attuali regole sul contenzioso tributario – ancora caratterizzato da peculiarità sue proprie (es. il divieto di prova testimoniale) – al fine di pervenire, anche in questo settore del diritto, all’applicazione dei principi sul c.d. “giusto processo”. Del pari ci si propone altresì di verificare se possano individuarsi utili spunti verso l’indifferibile adeguamento di alcune regole relative alla fase dell’attuazione amministrativa del tributo, in specie con riferimento all’esercizio dei poteri istruttori da parte del fisco, con l’obiettivo di pervenire all’affermazione dei principi sul c.d. “giusto procedimento”. In altri termini, si cercherà di verificare se le guarentigie convenzionali possano dirsi riflesse – ed in qual misura – nelle regole interne, sia di rango costituzionale che di rango ordinario, sul “giusto processo” e sul “giusto procedimento”, giacché l’applicabilità di tali guarentigie, rispettivamente al contenzioso tributario e allo stesso procedimento di controllo e di accertamento del tributo, non dovrebbero ormai essere più messe in discussione onde assicurare adeguato riconoscimento ai principi tutelati dalla CEDU. Da ultimo, va segnalato che una recente giurisprudenza della Corte EDU ha affermato la legittimità di talune misure che ci sembra possano essere definite come “preventive” nell’assicurare un (più che) efficace contrasto alla (potenziale) evasione rispetto al canone radiotelevisivo. Tale arresto giurisprudenziale sembra però non tenere nell’adeguata considerazione il principio comunitario della “proporzionalità”, con il che paiono non potersi escludere ulteriori sviluppi sul tema della tutela del contribuente così come apprestata dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, anche alla luce dei principi recati dall’aquis communautaire.[leggi tutto - ABSTRACT S.COCIANI]
The Applicability Of The ECHR To The Tax Process And Tax Proceedings. The Field Of Investigation.
Since the adoption of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (Rome, November 4 1950, hereinafter ECHR) there has been a discussion about the applicability, to disputes with the tax authorities, of provisions relating to guarantees in court proceedings.
This is due to the fact that article 6 par. 1 does not make an explicit reference to this particular area of jurisdictional activity (except in respect of proceedings for the enforcement of penalties for tax crimes, which fall into the category of criminal matters expressly protected by the Convention). In particular, there remains a question as regards tax judgments, in relation to the implementation of tax claims, as well as in comparison with decisions dealing with the detection of non-criminal tax violations.
As noted, there are still margins of uncertainty about the value that can be assigned to the wording of this provision, concerning the listing of the subjects covered by the guarantees of ECHR art. 6.
More specifically, if the rule in question is attributed a purely preceptive value, there follows a strict enucleation of the areas where conventional principles can be applied. Diversely, if only a classificatory and descriptive significance is attributed to art. 6 par. 1 of the Convention, the term “civil” employee could annex the meaning of “any non-criminal process”.
The Traditional View In European And Domestic Jurisprudence
It should be just noted that the above-mentioned issues have also been put to the test of jurisprudence.
With regard to the jurisprudence of the ECHR, this, in a first extended period, ruled out the possibility that a trial, in which the application of tax is under question, can be covered by the guarantees of the Convention, arguing that the notion of “civil law” is to be determined on the basis of the Convention and not on the basis of domestic law and that, therefore, the financial nature of an obligation is not in itself decisive for the civil nature of this claim. Underlying this reasoning is the theme of “fiscal interest” that, according to the reconstruction originally made by the Court, allows for the compression of the conflicting interests of the taxpayer, including those relating to the effectiveness of judicial protection.
This restrictive approach has been adapted by the domestic jurisprudence of the Supreme Court of Cassation, which, according to the traditional approach to taxation is not attributable to legal positions on civil matters, and does not therefore enter into the areas protected by the ECHR. In addition to this first premise, the scope of applicability of the “Pinto Act” (Legge Pinto), given the functional link between this act and the ECHR, creates an insurmountable framework within the limits set by the Convention, by which – according to the Supreme Court – exists the corollary whereby the same national law can not be applied in the case of excessively lengthy tax proceedings.
Recent Developments In Case-Law
Despite the above, it should be noted that there is currently underway a constant (and perhaps inevitable) development in case law that is morphing into a progressive expansion of conventional guarantees, with reference to both tax trials and tax proceedings.
Indeed, the Strasbourg Court has recently recognized the applicability of the guarantees of the Convention to cases in which tax penalties can be compared to criminal penalties due to their punitive nature. Similarly, the same Court has also recognized the need to ensure effective protection to the taxpayer who has been the subject – incorrectly – of the powers of investigation by the tax authorities during their enquiries.
Such developments in case law, however, have also been accompanied by a careful examination of the impact of the tax doctrine on the same, as well as the problem of conventional coverage, even in cases where trials have as their object the establishment of entitlement to repayment of charges not due or overpaid; issues – in some particular cases – may rest on terrain of a civil nature, even if such cases were categorized by a discipline related to a tax provision.
In any case, it has indeed been found that the evolution of transnational jurisprudence has not yet been followed by the Supreme Court, with regard to the applicability or otherwise of the Pinto Act (Legge Pinto), as it has maintained its original imposition, while also overcoming the problem of comparison with the provisions of Article 111 of the Italian Constitution, having excluded the applicability of the tax process.
Research Objectives
In relation to Tax Law, and with particular reference to tax trials and the administrative implementation of tax rules, this research proposes to monitor the sequence of operations of the various actors of tax law, while paying particular attention to the evolution of the legal guidelines of the European Court of Human Rights, all in order to assertain if these guidelines can offer useful insights leading to more effective protection for the taxpayer, to be pursued through the progressive adaptation of existing rules on tax procedures – even if they are still characterized by their own peculiarities (i.e. the prohibition of testimonial evidence) – in order to achieve, in this legal area, the application of the principles of “due process”.
Similarly, it is also proposed to see if useful insights can be located in the adaptation of certain rules relating to the administrative implementation phase of tax rules, especially with reference to the exercise of the powers of investigation by the tax authorities, with the aim to achieve the affirmation of the principle of “due proceedings”. In other words, this research intends to verify whether conventional guarantees are reflected – and to what extent – in internal rules, be they of constitutional status or ordinary rank, in “due process” and “due proceedings”, and the applicability of such guarantees, respectively, during the same litigation process, and enquiries into fiscal obligations, that should no longer be challenged to ensure adequate recognition of the principles protected by the ECHR.
Finally, it should be noted that recent ECtHR case-law has affirmed the legitimacy of certain measures that can be defined as “preventive” in ensuring a (mostly) effective contrast to (potential) TV license fee evasion. This case law, however, does not seem to adequately take into account the EU principle of “proportionality”, and further developments on the issue of protection for the taxpayer can not be excluded, as prepared for by the case law of European Court of Human Rights, in light of the principles of the aquis communautaire. (*) The author (S.Cociani) wishes to thank Dr. Pietro Frascarelli for his assistance in the organization of materials, and the research of relevant literature and case-law.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Fisco e diritti
Taxes and Rights
(The Effectiveness of Rights in the Light of ECtHR Case-law – Tax Law Profiles)
Giusto processo tributario |Tax Process and Fair Trial
- BORGIA C. - L’effettività delle garanzie fondamentali di cui all’articolo 6 della CEDU nel processo tributario.............................................................. Quaderno n.4/2026
- BORGIA C. - Il rispetto dei diritti dell’accusato nella giurisprudenza della Corte EDU e la estensione alla materia tributaria: il caso Chambaz (2016)……………………… File PDF
- COCIANI S.F. - Può il processo tributario essere “giusto”?.......................Quaderno n.1/2015
- COCIANI S.F. - Sanzioni tributarie e garanzie processuali………………Quaderno n.1/2015
- PIERONI S. - Ne bis in idem La problematica applicazione nella sentenza Jóhannesson c. Islanda dei criteri elaborati dalla Grande Camera……………Quaderno n.3/2019
- COCIANI S.- Ricadute in ambito tributario a seguito della giurisprudenza della Corte EDU sul cumulo di sanzioni penali e sanzioni amministrative. Brevi considerazioni de lege ferenda in attesa dell’intervento della Corte costituzionale…………………………………………..Quaderno n.2/2016
Giusto procedimento tributario | Tax Proceedings and Fair Trial
- COCIANI S.F. - Ancora sulla pubblicazione in rete di un elenco di evasori fiscali. La Gran Camera accerta la violazione dell’art.8 della CEDU...................Quaderno n.4/2026
- COCIANI S.F. - La pubblicazione in rete di un elenco di evasori fiscali, tra sanzioni improprie e privilegia fisci..............................................................Quaderno n.4/2026
- COCIANI S.F. - Il contraddittorio endoprocedimentale nella giurisprudenza di legittimità: Regola o principio? (2017)................................................. File PDF
- COCIANI S.F., Il contraddittorio preventivo e il giusto procedimento tributario……………………………………………………………Quaderno n.3/2019
- BORGIA C. - Il contraddittorio preventivo nel caso Kamino: da principio generale atto a tutelare il diritto di difesa, a criterio subordinato alla dimostrazione che il risultato sarebbe stato diverso. Le ricadute nel diritto interno e le ragioni a favore di un generale riconoscimento del diritto al contraddittorio endoprocedimentale (2017)..........File PDF
- BORGIA C. - Il principio del contraddittorio nella giurisprudenza tributaria della Corte di Giustizia. Il caso Sopropé (2017)............................................................File PDF
GLOBALIZZAZIONE E DIRITTI
Globalization and Human Rights
Il sistema americano di tutela dei diritti umani (a cura di Luisa Cassetti)
Alle origini del sistema americano di tutela internazionale dei diritti umani si colloca la Carta dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS) che riunisce trentacinque Stati membri e riconosce come organo supremo l’Assemblea generale. La Carta fu firmata durante la Conferenza di Bogotà del 1948 e in quell’occasione fu adottata con una risoluzione la Dichiarazione Americana sui diritti e i doveri dell’uomo. In questo quadro la tutela dei diritti umani vedeva protagonista la Commissione Interamericana sui diritti umani, organo nato da una risoluzione approvata dai ministri degli affari esteri degli stati dell’OAS nel 1960, decisione adottata a ridosso degli eventi rivoluzionari a Cuba.
Con l’approvazione della Convenzione americana sui diritti umani (Patto di S.José di Costa Rica, 1969) alla Commissione è stata affiancata la Corte Interamericana. Il sistema di garanzie definito dalla Convenzione americana è su base volontaria nel senso che i paesi membri dell’OAS non sono automaticamente coinvolti, in quanto essi possono ratificare il Patto ed eventualmente decidere di sottomettersi volontariamente alla giurisdizione della Corte. Questo meccanismo mirava a salvaguardare la sovranità degli Stati parte di quella organizzazione. In effetti tale soluzione ha pesato sull’effettivo consolidamento di un sistema giurisdizionale di protezione dei diritti umani nell’area latinoamericana: è sufficiente del resto ricordare che due dei paesi con la maggiore densità di popolazione – Messico e Brasile – pur avendo aderito alla Convenzione rispettivamente nel 1981 e nel 1992, hanno accettato la competenza della Corte solo nel 1998.
La Corte affianca così la Commissione Interamericana, un organo politico con sede a Washington D.C. che, operando nei confronti di tutti gli stati membri dell’OAS (e quindi non solo di quelli che hanno ratificato la Convenzione), è chiamato svolgere un’importante attività istruttoria, di indagine, di mediazione e di conciliazione in materia di violazioni dei diritti umani. La Commissione non è solo l’organo titolare delle funzioni di monitoraggio e controllo sul rispetto dei diritti umani da parte degli stati membri dell’OAS, ma ha acquisito grazie al Patto del 1969 la funzione di introduttore del giudizio dinanzi alla Corte Interamericana.
La Corte è un organo composto di sette membri designati dagli Stati che hanno ratificato la Convenzione ed è titolare di funzioni contenziose e di funzioni consultive. Nei giudizi in cui si discute della responsabilità di uno Stato e nessuno dei membri effettivi ha la nazionalità di quel paese, vi è la possibilità per quest’ultimo di nominare un giudice ad hoc.
Le decisioni rese dalla Corte in sede contenziosa sono vincolanti e inappellabili, salva l’ipotesi in casi eccezionali di una revisione del giudizio. L’eventuale condanna dello Stato per la presenza nell’ordinamento di una norma incompatibile con la Convenzione implica l’obbligo per lo stesso di rimuoverla ovvero modificarla per renderla coerente con la Convenzione. Mentre le funzioni consultive della Corte sono state attivate con una certa frequenza fin dal 1979, è solo intorno alla metà degli anni ottanta (1986) che ha cominciato a prendere forma il meccanismo della rimessione dei casi da parte della Commissione: in questo modo la Commissione, che aveva iniziato il suo percorso operando come organo politico dell’OAS, è diventata parte attiva del meccanismo di implementazione del sistema convenzionale di protezione giurisdizionale dei diritti umani.
Decisamente esteso è il parametro utilizzabile dagli organi del sistema americano. La Commissione può infatti ricevere denunce aventi ad oggetto la violazione dei diritti contemplati dai diversi Trattati che, insieme alla Convenzione ed ai suoi due Protocolli (Protocollo sui diritti economici sociali e culturali, 1988 e Protocollo sulla abolizione della pena di morte, 1990), definiscono il sistema americano di protezione dei diritti umani. Questo sistema comprende anche la Dichiarazione americana del 1948, la Convenzione per prevenire e sanzionare la tortura e le più recenti Convenzioni interamericane sulla sparizione forzata delle persone, sulla violenza contro le donne e sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione delle persone disabili.
Anche per ciò che riguarda la Corte è opportuno sottolineare l’estensione della sua giurisdizione in sede consultiva: nell’adozione dei pareri (adivisory opinions) – che possono essere richiesti da tutti gli stati membri OAS e dai vari organi politici operanti in ambito OAS al fine di verificare l’eventuale compatibilità degli atti normativi interni dello Stato con il sistema americano – la Corte può utilizzare come parametro non solo la Convenzione, ma anche le garanzie contenute nelle norme internazionali sui diritti umani contenute negli altri trattati “vigenti” negli Stati membri dell’OAS. Nell’ambito della giurisdizione contenziosa la Corte è competente a conoscere delle denunce che riguardano la violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione, a condizione che lo Stato abbia accettato la sua giurisdizione.
Il sistema africano di protezione dei diritti dell’uomo e dei popoli (a cura di Simone Vezzani)
Ad un decennio di distanza dall’adozione della Carta interamericana, all’inizio degli anni ’80 anche il continente africano si è dotato di un sistema regionale di tutela dei diritti umani, attraverso l’elaborazione, nel quadro dell’allora Organizzazione dell’unità africana, della Carta africana dei diritti umani e dei popoli, adottata a Banjul il 27 giugno 1981 ed entrata in vigore il 21 ottobre 1986. La Carta è stata ratificata da tutti i 53 Stati che compongono attualmente l’Unione Africana (organizzazione istituita nel 2002 che è succeduta all’Organizzazione dell’unità africana).
Sotto il profilo sostanziale, la Carta africana si distingue dal modello europeo ed inter-americano per l’enfasi posta sulla tutela, accanto ai diritti civili e politici, dei diritti economici e sociali. Questi ultimi sono protetti, oltre che nella loro dimensione individuale, come diritti spettanti a collettività umane (group rights). In particolare ben sei articoli della Carta (artt. 19-24) sanciscono “diritti dei popoli” – quali il diritto allo sviluppo e quello a disporre liberamente delle risorse naturali – riconducibili alla categoria dei c.d. diritti di “solidarietà”, o di “terza generazione”.
Dal punto di vista istituzionale, la Carta prevede la creazione di una Commissione africana dei diritti umani e dei popoli, composta da 11 giureconsulti che siedono a titolo individuale. Riunitasi per la prima volta nel 1987, la Commissione svolge numerose funzioni finalizzate alla promozione dei diritti umani in Africa. In particolare, essa ha il compito di esaminare i rapporti periodici forniti degli Stati contraenti della Carta e di pronunciarsi sulle comunicazioni di Stati che lamentino una violazione della Carta medesima ad opera di un altro Stato contraente. Inoltre, come la Commissione interamericana e la Commissione europea (prima dell’entrata in vigore del Protocollo n. XI), la Commissione africana è competente a ricevere istanze di individui, o di gruppi di individui, che alleghino una violazione, da parte di uno Stato contraente, di diritti garantiti dalla Carta. In ogni caso, che sia chiamata a pronunciarsi su istanza di Stati o di individui, la Commissione può adottare soltanto rapporti sprovvisti di forza vincolante. Anche il regime di pubblicità degli atti è oltremodo ossequioso nei confronti della sovranità degli Stati. I rapporti della Commissione sono infatti considerati riservati e sono resi noti come allegato al Rapporto annuale della Commissione, soltanto dopo aver ricevuto un’autorizzazione alla pubblicazione da parte dell’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana (art. 59 della Carta).
Un’innovazione assai significativa per la tutela internazionale dei diritti umani in Africa è stata la creazione della Corte africana dei diritti umani e dei popoli, istituita dal Protocollo adottato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 10 giugno 1998, entrato in vigore sul piano internazionale il 25 gennaio 2004 e ratificato, ad oggi, da 25 Stati. Oltre a svolgere funzioni consultive, la Corte esercita una giurisdizione contenziosa nei confronti degli Stati che siano parti contraenti del Protocollo, conoscendo dei casi sottopostile dalla Commissione o dagli Stati parti (art. 5, par. 1, del Protocollo). Inoltre, essa può essere adita direttamente da organizzazioni non governative e da individui, a condizione che lo Stato convenuto abbia accettato, con un’apposita dichiarazione, la competenza della Corte a conoscere di ricorsi individuali (cfr. Protocollo, art. 5, par. 3 e art. 34, par. 6 ).
Una peculiarità del sistema africano riguarda la competenza ratione materiae della Corte. Oltre a pronunciarsi in ordine ad allegate violazioni degli obblighi posti dal Protocollo di Ouagadougou e dalla Carta africana, secondo il combinato disposto degli articoli 3, par. 1, e 7 del sopra citato Protocollo, essa può infatti valutare il rispetto, da parte degli Stati convenuti in giudizio, di qualsiasi convenzione internazionale in tema di diritti umani di cui essi siano parti contraenti. Questa circostanza rappresenta una novità di grande interesse nel quadro della tutela internazionale dei diritti umani, introducendo nel contesto africano un meccanismo giurisdizionale di soluzione delle controversie relative all’interpretazione e all’applicazione delle grandi convenzioni sui diritti umani, in primis quelle elaborate nel quadro delle Nazioni Unite (Patto del 1966 sui diritti civili e politici e Patto del 1966 sui diritti economici, sociali e culturali, Convenzione del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, Convenzione di New York del 1989 sui diritti del fanciullo, ecc.).
La Corte, che ha sede ad Arusha, è divenuta operativa nel 2006. Ad oggi (maggio 2011) ha emanato due sole pronunce (una sentenza sul caso Michelot Yogogombaye c. Senegal del 15 dicembre 2009 e l’ordinanza sulle misure cautelari nei confronti della Libia adottata il 25 marzo 2011).
The Inter-American System for the Protection of Human Rights (Edited by Luisa Cassetti)
The origins of the Inter-American system for the promotion and protection of human rights lies in the Charter of the Organization of American States (OAS), which brings together thirty-five states and recognizes as its supreme body the General Assembly. The Charter was signed at the Conference of Bogota in 1948 with a resolution adopting the American Declaration on the Rights and Duties of Man. In this framework the protection of human rights has the Inter-American Commission on Human Rights at its centre, a body created by a resolution adopted by the Ministers of Foreign Affairs of the OAS member states in 1960, a decision that came into play after the revolutionary events in Cuba.
With the approval of the American Convention on Human Rights (Pact of San José, Costa Rica, 1969), the Commission was flanked by the Inter-American Court. The system of guarantees defined by the American Convention operates on a voluntary basis, in the sense that OAS member states are not automatically obliged to participate, as they may ratify the Pact and choose to decide to submit voluntarily to the jurisdiction of the Court. This mechanism was intended to safeguard the sovereignty of those States party to the organization. In effect, this solution has weighed on the effective consolidation of a system for the judicial protection of human rights in Latin America: it is sufficient to recall that the two countries with the highest density of population, Mexico and Brazil, despite having acceded to the Convention in 1981 and 1992 respectively, have accepted the jurisdiction of the Court in 1998.
The Court thus joined the Inter-American Commission, a political body based in Washington, D.C. that, in working with all OAS member states (and not just those that have ratified the Convention), is called on to play an important part in preliminary activities, investigation, mediation and conciliation in the field of human rights violations. The Commission is not only the organ responsible for the functions of monitoring and controlling the observance of human rights by OAS member states, but has also acquired, thanks to the Pact of 1969, the function of bringing legal actions before the Inter-American Court.
This Court is a body composed of seven members appointed by the States that have ratified the Convention, and holds contentious and advisory functions. In actions in which the responsibilities of a particular state are under discussion and none of the effective members is a national of that country, there is a possibility for the latter to appoint a judge ad hoc.
In litigation, the decisions made by the Court are binding and irrevocable, save in exceptional cases of a review of the trial. The condemnation of a state for the presence of a rule incompatible with the Convention implies the obligation to remove or modify the same to bring it into line with the Convention. While the advisory functions of the Court have been activated with some frequency since 1979, it was only in 1986 that the mechanism for the referral of cases by the Commission began to take shape: in this way the Commission, which had started its career as a political organ of the OAS, became an active part of the implementation mechanism of the conventional system for the judicial protection of human rights.
The parameters used by the bodies of the American system have been significantly extended. The Commission can receive complaints relating to the violation of rights under the various treaties that, together with the Convention and its two Protocols (the Protocol on Economic, Social and Cultural Rights, 1988, and the Protocol on the abolition of the death penalty, 1990), define the American system of protection of human rights. This system also includes the American Declaration of 1948, the Convention to prevent and punish torture, and the most recent Inter-American Convention on the enforced disappearance of persons, violence against women, and the elimination of all forms of discrimination against disabled people.
It is pertinent to emphasize the extent of the jurisdiction of the Court in an advisory capacity: in the adoption of advisory opinions – that may be requested by any OAS member states, and the various political bodies operating within the OAS, in order to verify the the compatibility of the internal legislation of the state with the American system – the Court may use as a parameter not only the Convention, but also the safeguards contained in international human rights norms contained in other treaties “in force” in OAS member states. In the context of contentious jurisdiction, the Court has jurisdiction to hear complaints concerning the violation of rights guaranteed by the Convention, provided that the state in question has accepted its jurisdiction.
The African System for the Protection of Human and Peoples’ Rights (Edited by Simone Vezzani)
A decade after the adoption of the Inter-American Charter, the African continent also provided itself with a regional system for the protection of human rights, in the early 1980s, through the elaboration, within the framework of the then Organization of African Unity, of the African Charter on Human and Peoples’ Rights (adopted in Banjul on 27 June 1981, and coming into force on 21 October 1986). The Charter has been ratified by all 53 member states of the African Union (the organization established in 2002 which has replaced the Organization of African Unity).
The African Charter substantively differs from the European and the Inter-American models in its emphasis on the protection, alongside civil and political rights, of economic and social rights. These are not only protected as individual rights, but also as group rights. In particular, six articles of the Charter (Articles 19-24) enshrine “peoples’ rights” – such as the right to development and the right to freely dispose of natural resources – which can be qualified as “solidarity” or “third generation” rights.
From an institutional point of view, the Charter establishes an African Commission on Human and Peoples’ Rights, composed of 11 experts serving in their capacity as individuals. The Commission met for the first time in 1987. It carries out a number of functions aimed at promoting human rights in Africa. In particular, it is empowered to examine the reports periodically submitted by those states party to the Charter, and to consider inter-state complaints of HR violations. Moreover, and similar to the Inter-American Commission and the European Commission (before Protocol n. XI came into force), the African Commission is competent to receive communications by individuals, or groups of individuals, alleging violation, by a contracting state, of any of the rights guaranteed by the Charter. In any case, whether it is called upon to decide on complaints pertaining to states or individuals, the Commission is only empowered to adopt non-binding decisions. Furthermore, the rules on document disclosure are extremely deferential to state sovereignty. In fact, the Commission’s reports are confidential, and are only disclosed as an attachment to the Commission’s Annual Report after receiving permission for publication by the Assembly of Heads of State and Government of the African Union (Article 59 of the Charter).
A highly significant innovation in the field of international HR protection in Africa has been the creation of the African Court on Human and Peoples’ Rights, as established by a Protocol to the Charter, and adopted in Ouagadougou (Burkina Faso) on 10th June 1998. The Protocol came into force on 25th January 2004 and, so far, has been ratified by 25 states. Besides performing advisory functions, the Court exercises contentious jurisdiction in respect of those states party to the Protocol, adjudging cases referred to it by the Commission or by states party to the protocol (Article 5, par. 1 of the Protocol). The Court may also be accessed directly by NGOs and individuals, provided that the respondent State has accepted, through an apposite declaration, the Court’s jurisdiction to hear complaints made by individuals (see Protocol, Article 5, par. 3 and Article 34, par. 6).
A peculiarity of the African system regards the extension of the Court’s ratione materiae jurisdiction. Besides deciding on alleged violations of the obligations stemming from the Ouagadougou Protocol and the African Charter, under the combined provisions of Articles 3, para. 1 and 7 of the aforementioned Protocol, the Court can assess compliance by defendant states with any international convention on human rights to which they are party. This condition represents a most interesting innovation in the field of HR law, since it introduces in the African legal sphere a mechanism for the judicial settlement of disputes concerning the interpretation and application of major human rights conventions, primarily those developed in the framework of the United Nations (the UN Covenant on Civil and Political Rights, the UN Covenant on Economic, Social and Cultural Rights, the Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women, the New York Convention on the Rights of the Child, etc.). The Court, based in Arusha, became operational in 2006. To date (May 2011), it has issued only two decisions: a decision in the Michelot Yogogombaye v. Senegal case, dated 15 December 2009, and a decision on precautionary measures against Libya, adopted on 25 March 2011.
Elenco sottosezioni / Subsections list
Globalizzazione e diritti
Globalization and Human Rights
Corte Interamericana dei diritti umani | Inter-American Court of Human Rights
- CASSETTI L.- Il diritto di «vivere con dignità» nella giurisprudenza della Corte Interamericana dei diritti umani(2011)………………….file PDF
- VANNUCCINI S. - Gonzales Lluy et al. v. Ecuador: The First Judgment of the Inter-American Court of Human Rights Declaring Violation of Article 13 (Right to Education) of the Protocol of San Salvador…………………………………………………………Quaderno n.3/2019
- BRUNO A.S. - Traduzione e sintesi della relazione del prof. V. Bazán (2016)……FILE PDF
- CAPPUCCIO L. - I “nuovi” diritti dinanzi alla Corte interamericana, tra la ricerca di un consenso esterno e l’assenza di margine di apprezzamento…………….. Quaderno n.1/2015
- VANNUCCINI S. - Against the Imposing of Life Sentences on Juvenile Offenders: The Landmark Decision by the Inter-American Court of Human Rights in the Case of Mendoza et al. v. Argentina…………………………………………………………………. Quaderno n.1/2015
- VANNUCCINI S. - Protecting “At-Risk Children”: The Pioneering and Paradigmatic “Street Children” Case (Villagrán Morales et al. v. Guatemala) before the Inter-American Court of Human Rights – Part I and Part II…………………………………………Quaderno n.1/2015
- VANNUCCINI S. - Justice for Street Children: Villagrán Morales et al. v. Guatemala as the First Case ever Involving the Cause of the Children Abandoned in the Streets before an International Tribunal……………………………………………….. …………………….Quaderno n.2/2016
- VANNUCCINI S. – When Justice hurts Youthful Defendants: the Incompatibility of Juvenile Life Sentences with International Human Rights Standards on Juvenile Justice in Mendoza et al. v. Argentina……………………………………………. Quaderno n.2/2016
- CASSETTI L. - La «costruzione» dei diritti sociali nell’approccio della Corte Interamericana e della Corte europea di Strasburgo: contenuto, limiti e prospettive della «comunicazione» giurisprudenziale…………………………………………………………………………… Quaderno n.2/2016
- LANCIOTTI A. - Il contributo delle Corti regionali dei diritti umani all’affermazione del diritto all’acqua quale diritto fondamentale e le future prospettive …..…. Quaderno n.3/2019
- VEZZANI S. - Derecho internacional de inversiones y derecho al agua: el caso de Argentina………………………………………………………………………………... Quaderno n.3/2019
Corte Africana dei diritti dell'uomo e dei popoli | African Court on Human and People’s Rights
- MPIANA J.K.- Le Organizzazioni internazionali africane e gli Stati membri(2018)….file PDF
- VEZZANI S. - La Corte africana e le violazioni dei diritti umani in Libia.............…… Quaderno n.1/2015
Commissione Africana dei diritti dell'uomo e dei popoli | African Commission on Human and People’s Rights
- MPIANA J.K.- Le Organizzazioni internazionali africane e gli Stati membri(2018)............ File PDF
- VEZZANI S. - L’allontanamento degli stranieri alla prova della Carta africana per la salvaguardia dei diritti umani e dei popoli…………………………………………Quaderno n.1/2015



